Sabato sera, locale pieno: i tavoli ordinano dal QR e le comande arrivano in fila sul WhatsApp della pizzeria, con numero tavolo, note e totale. Il pizzaiolo inforna, nessuno insegue i tavoli col blocchetto.
Le pizze si vendono con gli occhi. Ogni voce può avere foto, descrizione e prezzo, e le categorie si sfogliano come un menu vero: rosse, bianche, fritti, dolci, bibite.
"Senza mozzarella", "ben cotta", "metà e metà": il cliente lo scrive nella nota e arriva scritto chiaro nella comanda, non urlato da metà sala.
Ogni comanda arriva col conto del tavolo già fatto. A fine serata i totali sono nei messaggi, non sui foglietti.